STORIA

CASTELLO MONTEFIORE CONCA

Rocca Malatestiana

Sin da Rimini si intravede una delle colline più alte, sormontata dalle mura squadrate di una imponente fortezza. E’ Montefiore Conca e la sua Rocca.

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Situata su un’altura a 385 msl, in una posizione strategica che consente di dominare un panorama davvero unico che in passato fu la fortuna militare e oggi emozionante scenario.

Le origini di questo borgo sono avvolte nel mistero. La sua storia inizia con i ritrovamenti di epoca romana ci parlano di un insediamento antico connesso all’importante posizione sulla Flaminia minor. A metà strada tra Rimini e Urbino fu un punto di passaggio e ristoro per i viaggiatori diretti a Roma. I documenti ci dicono che già nel XII secolo Montefiore figurava come Castrum.

L’imponente fortezza, con le sue linee severe e geometriche fu edificata nel corso del XIV secolo dalla famiglia dei Malatesta. A quest’epoca risale uno dei periodi di massimo splendore del borgo, con una popolazione che si aggirava attorno alle 720 unità.

La Rocca nacque come possente macchina da guerra facente parte di un sistema di strutture difensive dedite al controllo dei territori malatestiani.

Nella seconda metà del 1300, ed in particolare durante la reggenza di Malatesta Ungaro, all’aspetto militare venne affiancato quello residenziale. La fortezza di Montefiore Conca ampliata e arricchita di affreschi e decori, divenne con i suoi ampi saloni, una delle dimore estive predilette dalla famiglia e luogo di rappresentanza pronto a ricevere ospiti del calibro del re d’Ungheria Luigi D’Angiò, papa Gregorio XII prima e Giulio II poi, e tanti altri.

Con la conquista di Montefiore Conca da parte delle truppe di Federico da Montefeltro l’area tornò dal XVI secolo sotto il diretto controllo della Santa Sede tant’è che i paesani scolpirono sulla porta d’ingresso del borgo, Porta Curina, l’arma di Pio II.

Dal 1463 al 1530 si succedettero alla reggenza di Montefiore diversi proprietari tra i quali si ricorda l’occupazione di Cesare Borgia (1503), della Repubblica di Venezia (1504 – 1505) e dal 1514 del principe di Macedonia Costantino Comneno, che qui morì nel 1530.

Dalla metà del XV secolo la Rocca, proprietà dello Stato Pontificio fino all’Unità d’Italia, subì un processo di progressivo abbandono. Incuria, spoliazioni, terremoti, guerre ed altre devastazioni ridussero l’intera struttura ad un stato di degrado che si placò solo nel secondo dopoguerra. Le prime grandi campagne di restauro si ebbero tra gli anni ’50 e ’70 e predisposero lavori di ricostruzione parzialmente incongrui, ma fondamentali per una prima preservazione dell’edificio.

L’attuale volto è invece il frutto dei curati lavori del 2006 – 2008, durante i quali sono state riportate in luce parti originali dell’antica struttura malatestiana, è stata donata stabilità a tutta la struttura e sono stati riparati alcuni dubbi elementi derivanti dalla precedente ricostruzione.

Il percorso di visita, oltre agli ambienti castellari, come la Sala dell’Imperatore con gli affreschi di Jacopo Avanzi, la Sala del Trono, alcuni ambienti con ricostruzioni storiche  e i terrazzi panoramici, prevede anche una ricca esposizione di reperti archeologici ritrovati durante gli scavi archeologici nelle fosse da butto, che consentono di ricostruire tratti di vita quotidiana della Rocca durante l’occupazione dei Malatesta e Montefeltro.castello_montefiore_conca_panorama

La presenza di torri, rocche, cinte murarie e castelli che ancora oggi caratterizza la Romagna e parte delle Marche risale al basso Medioevo. In quest’epoca le famiglie vicine e spesso rivali dei Malatesta e dei Montefeltro fortificarono tutti i punti strategici dando origine ad una vera e propria rete di strutture difensive comunicanti tra loro: un tempo minacciose e inespugnabili oggi, pittoreschi angoli di pace.