Sala e Cucina

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Nel corso del tempo il numero, l’ampiezza e le funzioni degli ambienti di una casa sono cambiati in relazione alle condizioni sociali, alle necessità ed alle abitudini di famiglie via via più importanti e numerose.

Tra gli ambienti da sempre fondamentali in qualunque tipologia di residenza la sala e la cucina.

Essa era generalmente situata all’ingresso dell’appartamento e oggi la definiremmo polifunzionale. Poteva essere affiancata dalla cucina e accoglieva la famiglia, nel nostro caso soprattutto il castellano, durante la giornata, vi si preparavano e consumavano pasti e vi si svolgevano tutte le attività connesse alla vita quotidiana e al divertimento.

La necessità di dover usare la sala per diverse funzioni ne ha condizionato l’arredamento che era, per la maggior parte, mobile.

Il tavolo, o per meglio dire i tavoli, erano sicuramente fondamentali. Non dobbiamo però pensare a forme massicce e riccamente decorate, almeno per tutto il ‘400 e l’inizio del ‘500. Si trattava di semplici assi in legno di diverse misure poggiate su trespidi o cavalletti che dopo l’utilizzo venivano chiusi e riposti in altro luogo, le sedie, gli sgabelli e le panche venivano addossate alle pareti e la stanza, libera, poteva essere utilizzata per altro. L’estrema mobilità dei tavoli consentiva di poterli adattare al numero di persone che dovevano servirsene e a meglio organizzarle in relazione alla loro importanza sociale.

Dal momento che la mensa veniva ricoperta da tovaglie il legno usato era povero e solo le parti dei cavalletti che potevano sporgere al di sotto dei teli di lino venivano decorati con archetti di derivazione gotica. I piedi dei cavalletti erano di solito quattro per offrire un miglior appoggio, ma ci sono anche esempi di veri e propri “trespidi” e allora la parte con una sola gamba veniva rivolta verso i commensali per creare meno disturbo.

I tavoli potevano anche svolgere funzione di servizio durante i banchetti che invece venivano svolti nei saloni ai piani superiori: in queste occasioni i tavoli utilizzati erano più stretti rispetto a quelli per allestire la mensa e su di essi si poggiavano piatti da portata, vi si tagliavano carni, ecc.  Se collocati nella cucina erano di forma ancora più essenziale e servivano per la preparazione delle vivande.

Ancora su un tavolo addossato alla parete, poteva essere allestita la credenza che da mobile diventerà poi fissa. Era costituita da più ripiani sovrapposti in modo che gli oggetti che vi venivano esposti fossero tutti ben visibili mentre, il vano che restava sotto i ripiani, veniva sfruttato per collocare ciotole e piatti di servizio.

Nell’area della cucina, il caminetto doveva riscaldare l’ambiente e servire per la cottura dei cibi. I modelli dei camini potevano essere diversi, con cappa chiusa o aperta, con braciere incavato nella parete, alari semplicemente poggiati sul pavimento ai quali poteva essere aggiunto ino spiedo per la cottura delle carni o come nell’allestimento qui proposto, con cassa lignea ripiena di sabbia.

Oggetti d’uso quotidiano come scopa, paletta per la farina, lanterna, ciotole, cesti, ganci per pentolame, brocche, ecc. completano l’allestimento.