Sala dell’Imperatore

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Fu Malatesta Ungaro a commissionare gli affreschi che si trovano in alto, nella parete a destra dell’ingresso. Tra le due finestre campeggia un personaggio vestito all’antica. Reca lo scettro nella mano destra, la spada nella sinistra e posa sotto un articolato baldacchino. E’ lui l’imperatore che dà il nome alla sala.

La lunetta soprastante mostra una battaglia di fanti con armamento leggero. La decorazione doveva dispiegarsi lungo il soffitto e le pareti, dando vita ad una camera picta. Iacopo Avanzi, affermato pittore bolognese, affrescò la sala dell’imperatore tra il 1362 e il 1372.

Il puntuale realismo nel volto dell’imperatore, la volumetria del suo corpo, lo scorcio in profondità del baldacchino, parlano il linguaggio giottesco. La volta di questa sala era un tempo affrescata di blu come un cielo notturno e costellata di mezzi busti inseriti entro medaglioni quadrilobati. Il modello di riferimento è la volta della Cappella degli Scrovegni a Padova, creatura di Giotto, che l’Avanzi ebbe modo di studiare.affreschi_Jacopo_ Avanzi

La scena di battaglia si distingue per una narrazione sciolta e brillante, per un senso nuovo dello spazio, degli scorci, dei colori e dei chiaroscuri. Sembra di assistere alla fase conclusiva di un assedio.

I più recenti restauri, terminati nel 2008, svolti dalla Sovrintendenza di Ravenna, ridonano luce all’antico splendore delle pitture.