Sala del Trono

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La sala del trono, è un ambiente di rappresentanza, posto al piano nobile, chiuso da soffitto a doppia crociera. I pezzi esposti nella parete destra, costituiscono ciò che resta degli affreschi che decoravano la volta della sala dell’Imperatore, opera di Jacopo Avanzi.

Il primo frammento raffigura un anziano barbuto, non identificabile. Il secondo è un ritratto di un giovane questa volta sbarbato, dalla statura possente e dallo sguardo pensieroso. A sinistra in basso, in lettere gotiche maiuscole vi compare l’iscrizione SILVUS. Silvio è un personaggio dell’Eneide, capostipite dei re Albani e figlio di Enea e Lavinia. I soggetti e gli episodi non sono ancora riconoscibili, ma è probabile che li unisca una comune appartenenza al poema epico di Virgilio. Una leggenda trecentesca allude ad Enea come capostipite della dinastia malatestiana.

Ai tempi dei Malatesta vigeva la consuetudine di affermare il potere della propria casata, commissionando cicli pittorici di questo tipo. I temi, desunti dalle imprese belliche della storia e della letteratura antica, esaltavano il valore politico e militare dei committenti e ne legittimavano il potere, ancorandosi ad un affreschi_Jacopo_Avanzi_sala_trono_montefiorepassato illustre.

Nella parete di fondo della sala puoi osservare il frammento di una scena di battaglia con cavalieri, che doveva figurare nella controfacciata della sala dell’imperatore, opera del pittore Jacopo Avanzi.

Nella parete dell’ingresso, a sinistra, una Madonna col Bambino, frammento di un affresco risalente alla fine del Cinquecento, di artista ignoto.