Costanza Malatesta D’Este

costanza_malatesta_deste-montefiore-concaFiglia di Malatesta Ungaro e Violante D’Este, non conosciamo con precisione la sua data di nascita ed anche la data di morte, per quanto apparentemente certa al 15 ottobre 1378, è avvolta da un alone di mistero.

La bella fanciulla, cresciuta tra la corte di Rimini e quella di Pesaro, era l’unica figlia legittima dell’Ungaro. Di buona cultura, la fanciulla si distinse sempre  per il suo carattere bizzarro e poco incline all’ubbidienza, cosa che la rendeva poco richiesta da un possibile sposo. Il padre provvide però a garantirle una dote di ben 50.000 ducati che la rese sicuramente più appetibile sul mercato delle strategie matrimoniali del tempo. Nel 1363, al fine di consolidare l’alleanza con la famiglia D’Este, si decise per un matrimonio tra consanguinei e fu mandata in sposa il giovane zio Ugo D’Este. Questi morì a 26 anni durante un combattimento, dopo soli 6 anni di matrimonio, lasciando Costanza Malatesta, forse neppure ventenne, vedova e con una ricca eredità. La fanciulla, tornata in Romagna presso la corte dello zio Galeotto l’Ardito, si dice che continuò la sua vita da nobildonna fatta di svaghi e piaceri, tal volta poco licenziosi.

Di tali dubbi costumi è giunto a noi un solo episodio che però le costò la vita.

Aveva messer Galeotto un suo soldato, ch’era caporale di cinquanta lancie, e aveva nome Ormanno, et era Tedesco […] Ora avvenne che’l detto Ormanno passando più volte dal palazzo di madonna Costanza, essendo la donna alle finestre, gli occhi dell’uno e dell’altro s’incontrarono per modo, che Ormanno s’innamorò forte di questa donna, e seppe tenere si fatti modi, che la donna se n’avvide, e cominciò amar lui. […] Ma non seppero tener coperto il fuoco dello ardente amore, nè prudentemente fare i fatti loro, perchè amore è cieco, e il nimico sottile.

(Giovanni Fiorentino – Il pecorone)

Quando lo zio Galeotto la scoprì giacere a tale Ormanno decise che era giunta l’ora di metter fine ai comportamenti che stavano ormai da anni macchiando l’onore della famiglia Malatesta e contemporaneamente, sarebbe stato lui a preoccuparsi anche che la cospicua eredità della giovane non andasse sperperata in frivolezze. Così commissionò l’assassinio dei due amanti dapprima a Santolino da Faenza che si occupò senza remore di Ormanno ma non di Costanza, e successivamente ad un certo Fioruzzo da Forlì, il quale invece portò a compimento l’esecuzione della donna.

Sennonché l’ardita Costanza riapparirà viva sei anni dopo in un atto notarile datato 1384…

All’interno del castello di Montefiore Conca è possibile visitare quella che si dice sia stata la sua camera da letto, dove oggi una ricostruzione storica ci consente di percepire meglio la vita del medioevo.