Camera da Letto

camera di costanza Malatesta d’este

La camera da letto era collocata nella parte più interna, quindi privata dell’abitazione.

castello_montefiore_conca_camera_da_lettoL’aspetto privato di quest’ambiente si è consolidato nel tempo, infatti inizialmente in alcune abitazioni veniva utilizzato anche per ricevere ospiti. In esso le donne di casa amavano intrattenersi a chiacchierare, a ricamare e le puerpere accoglievano parenti, amici ed i loro doni.

L’arredo era, per molti aspetti, più stabile e definito rispetto a quello delle altre stanze, composto da mobilia trasportabile ed in fissa, aveva nella lettiera l’elemento più importante.

Questa era collocata su una pedana di legno che in primo luogo serviva ad isolarla dal freddo del pavimento. Era arricchita da una testiera la cui altezza e decorazione diventarono, nel corso del ‘400 sempre più imponenti a testimoniare il rango e la ricchezza dei proprietari. La stessa pedana poteva contenere, nella parte sporgente rispetto alla lettiera, dei vani chiusi da semplici coperchi per riporre biancheria ed abiti.

La struttura della pedana diventava più complessa quando ad essa venivano accostate panche e cassapanche anche di diverse misure, che dovevano comunque costituire un tutt’uno solidale.

La praticità era ancora l’elemento fondamentale: sia che si dovesse abbandonare all’improvviso la residenza per motivi bellici, sia più semplicemente per un viaggio, alcune casse, con il loro contenuto, potevano essere caricate sui muli e partire per altra destinazione.

I legni usati per lettiere e cassapanche non erano pregiati: il pioppo, l ”albero” per antonomasia, serviva per la maggior parte degli arredi, mentre per i contenitori di biancheria ed abiti si preferiva il profumato cipresso, la cui essenza teneva lontano le tarme. La povertà del legno veniva spesso nascosta da pitture eseguite da artigiani specializzati, da miniatori ed anche da artisti famosi.

Altro elemento fondamentale della lettiera era il cortinaggio che, appeso al soffitto, scorreva su guide ed aveva il duplice scopo di isolare i dormienti dal freddo e dagli sguardi indiscreti. Compito questo fondamentale se si considera che spesso, nelle importanti residenze frequentate tutto l’anno, non esistevano corridoi e le camere erano tutte una dietro l’altra, tutte “di passaggio”. A volte il piccolo spazio della lettiera serviva anche da spogliatoio, vista l’abitudine di allora di dormire nudi.

Esistevano due tipi di cortine: di tessuto bianco e leggero, lino, cotone o canapa per l’estate e di tessuto pesante per le stagioni fredde. Alla povertà dei legni usati per i mobili si contrapponeva la ricchezza delle stoffe che con gli arazzi alle pareti davano una nota di eleganza e raffinatezza degli ambienti.

Fino al ‘400 non avremmo trovato armadi nelle camere da letto, infatti la loro struttura si sarebbe perfezionata nel secolo successivo. Avremmo invece potuto trovarvi uno strano manufatto irto di pioli che, antesignano del nostro attaccapanni, serviva per conservare in bell’ordine gli elaborati copricapi di cui non potevano fare a meno uomini e donne di allora.

Spesso nelle camere da letto potevano trovarsi tini utilizzati per lavarsi, tavoli con accessori specifici per la cura del corpo, oppure telai o leggii per dedicarsi ai passatempi.

Si dice che questo ambiente, si dice che questo ambiente, collocato ai piani alti del castello di Montefiore Conca, fosse stato la camera da letto di Costanza Malatesta d’Este.